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proletari di tutti i paesi uniamoci !

sezione: Storia

Posted by mlmitalia su 2009/06/25

In questa sezione ci si propone di dare documentazione e studi sulla Storia del Movimento Comunista Internazionale.

Inoltre di supporto ed affinamento della conoscenza circa la reazione e le politiche repressive, genocide, e guerrafondaie dell’imperialismo.

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sezione: Problemi di strategia

Posted by mlmitalia su 2009/06/25

In questa sezione ci si propone lo studio e l’affrontamento delle questioni poste dalle guerre rivoluzionarie nel loro sviluppo storico, in particolare dalla guerra condotta dal Partito Comunista della Cina dal 1927 al 1949 contro le forze reazionarie cinesi e quindi per un periodo anche nella guerra antigiapponese e successivamente nella fase della conquista del potere anche contro le forze angloamericane, sino alle guerre prolungate del Viet Nam ed alle esperienze del Sud Est asiatico nonché da tutte le lotte anticoloniali, sino alla attuale fase della nuova Grande ondata della Rivoluzione Proletaria Mondiale attraverso le guerre popolari.

Non secondariamente, ci si ripromette di affrontare i termini strategici di linee perdenti ed opportuniste nelle loro varie sfaccettature espressesi in particolare nel ciclo di Seattle.

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sezione: Organismi di massa volatili e costruzione degli organismi di massa concreti

Posted by mlmitalia su 2009/06/25

Noi non neghiamo che internet sia un ottimo strumento di informazione, e pensiamo che in questo, sia accaduto quanto preconizzava Marx stesso circa l’avanzamento delle forze produttive e di conseguenza della tecnologia.

Tuttavia siamo ben coscienti che in ogni campo la borghesia ha mezzi infinitamente superiori rispetto al proletariato, si per cui, riteniamo che le reti virtuali, le mail-list, l’infinitamente grande numero di punti di arrivo informatici, sia inversamente proporzionale allo sviluppo rivoluzionario in un dato paese diviso in classi sociali diverse e diretto da una borghesia imperialista con ferocia e dovizia di mezzi ed apparati repressivi e di mistificazione informativa e culturale.

Per cui concepiamo la costruzione degli organismi di massa, dell’autorganizzazione, principalmente fuori dalla rete, e consideriamo la rete come una sorta di ambito informativo pubblico.

Se poi le diatribe e guerre interne alle forze borghesi, spingono il capo del governo a schedare chi va negli internet point o a cercare di limitare un ambito sovranazionale e pertanto non limitabile, è una questione secondaria, dato che consideriamo appunto l’organizzazione delle masse un fatto concreto e non di pubblicità o politica propagandistica.

Va chiarito anche che per noi l’agitazione e la propaganda sono importanti ma non rivestono il primo posto nella nostra attività, cosa che riveste invece il nostro stare tra le masse, nella costruzione.

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sezione: Lotta al revisionismo

Posted by mlmitalia su 2009/06/25

Oramai, dalla egemonia quasi totale sulla classe operaia, che negli anni ’80 esercitava il Partito di Berlinguer e di Natta, dopo il suicidio politico occhettiano e la nascita di vari partituscoli alla sinistra del Pds, in Italia ha ripreso voga il revisionismo, ma in versione minoritaria, addirittura auto-espulsasi dai parlamenti italiano ed europeo per eccesso di sindromi leaderistiche che hanno generato un quantitativo abnorme di gruppi e partiti. Nelle sole elezioni del 2008, per esempio, vi erano almeno 5 partiti o formazioni che erano sorte dal PRC, e addirittura il numero è superiore se si considerano le formazioni sorte dal PCI.

Il revisionismo moderno tuttavia non è un fenomeno principalmente parlamentaristico o para-istituzionalista nell’ambito delle società capitalistiche. Dalla punta dell’America Latina al Giappone, dall’Australia all’Europa, esiste un pullulare di organizzazioni e partiti che si richiamano al comunismo in maniera bizzarra, certo non coerenti come linea politica e pratica politica, al marxismo-leninismo, certo non al marxismo-leninismo-maoismo, di cui sono molto spesso stati persecutori e non solo diffamatori.

Tuttavia non è nostra intenzione parlare del revisionismo solo per quanto riguarda il nostro paese (vedasi l’ultima querelle Diliberto-Rizzo), ma invece affrontarlo sul piano internazionale e dal punto di vista storico. In due parole, studiare ciò che ci riguarda più da vicino, dal revisionismo di Kruscev e Togliatti al neorevisionismo del nPci ed al revisionismo di Avakian e soci.

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sezione: Internazionalismo proletario

Posted by mlmitalia su 2009/06/25

Sin dal 1848, nel Manifesto del partito comunista, una prassi che è anche un punto di vista ed un metodo di comprensione, con Lenin, lo sviluppo del proprio dovere rivoluzionario nel proprio paese, nell’ambito della costruzione di un Movimento comunista internazionale diretto dalla esperienza più avanzata dell’epoca, l’Unione Sovietica.

Dopo la seconda guerra mondiale, qualcosa di più di quel sentimento che ha mosso i tentativi del “Che”, l’internazionalismo proletario è l’essenza della politica rivoluzionaria ed è tutto fuori che una gabbia fatta di schemini e piani preordinati.

La costruzione di una nuova Internazionale Comunista, che deriva da questa pratica e da questo sentimento, non ha nulla a che vedere con i raggruppamenti di pc revisionisti o trotskisti (come la famigerata e nota “4a Internazionale”), e passa attraverso passaggi politici che sono frutto delle esperienze più avanzate di rivoluzioni effettivamente in corso.

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sezione: Ideologia

Posted by mlmitalia su 2009/06/25

Parola fatale, che in molti cercano di non usare per non urtare i più giovani, magari non educati alla lotta di classe e più vicini alle teorizzazioni borghesi di cui la “sinistra” in occidente si è riempita negli ultimi decenni.

La sezione dovrebbe  articolare una sorta di ricostruzione per argomenti, prendendo spunto e svilppando concetti e teoria costruiti da Marx, Engels, Lenin, Stalin, Mao Tse-Tung, e da altri dirigenti comunisti rivoluzionari anche viventi, come il Presidente Gonzalo.

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sezione: Guerre popolari

Posted by mlmitalia su 2009/06/25

Ogni epoca ha la sua forma e strategia adatta al processo rivoluzionario; le insurrezioni dalla Rivoluzione Francese alla Rivoluzione d’Ottobre, sucessivamente, via via, l’affermarsi della guerra rivoluzionaria di lunga durata, anche grazie alla guerriglia urbana, quindi, la nuova Grande ondata della Rivoluzione Proletaria Mondiale iniziata con l’avvio della guerra popolare del Perù nel 1980,  forma oggi estesasi a numerosi paesi del Sud del mondo ed anche alla Turchia.

Su questo argomento questa sezione dovrebbe fornire supporto e sintesi di lettura politica, dato che già esiste numerosa informazione in materia.

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sezione: Deviazionismi

Posted by mlmitalia su 2009/06/25

La sezione si ripropone di combattere, senza perdere troppo tempo e con articoli utili allo scopo, quelle posizioni che sia dal punto di vista storico che politico attuale, riproducono delle deviazioni tipiche del movimento proletario e comunista sin dal suo costituirsi.

Posizioni che nel nostro paese finiscono inevitabilmente per confluire o nel revisionismo o nel decabrismo.

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sezione: Demistificazioni

Posted by mlmitalia su 2009/06/25

Demistificare significa fare controinchiesta, controinformazione, raccontare e riprendere la nostra Storia proletaria e partigiana riportandola nell’attuale.

Dopo la Rivoluzione d0Ottobre, la controrivoluzione ha sperimentato il nazifascismo. Dopo la sconfitta del nazifascismo in Europa, ha comunque ripreso una strategia fondamentale di questi regimi, la teoria di Goebbels sull’utilizzo di una menzogna a scopo politico. Nella sua evoluzione massmediatica ed informatica, si è passati per McLuhan ed arrivati ad MKUltra.

Tutto questo richiede un inquadramento, e non solo controinformazione e controinchiesta.

Piazza Fontana, gli allarmi nelle caserme, l’amnistia di Togliatti ed il reintegro nella magistratura e agli interni e nell’esercito di infami figure, boie e fucilatori, torturatori ed esecutori della dittatura fascista, ma ancora, l’ipocrisia cattolica, la confusione nel popolo creatasi dalla accettazione di Berlinguer delle “ragioni” del “mondo cattolico”, la droga pesante i suoi effetti chi l’ha portata e chi ne ha protetto la diffusione, i livelli occulti espressione delle combriccole ed interessi della borghesia imperialista, i livelli di integrazione tra partiti di governo (in primis la DC) e mafia e criminalità, la protezione speciale sempre goduta dagli industriali.

Tutta la nostra Storia necessita di demistificare proprio perché è metodo e prassi fondante della borghesia (semifeudale, clericale, illuminata ed imperialista moderno fascista), mistificare ed imporre la menzogna.

La psichiatria in questo senso è un’arma ancora superiore della psicologia in questo campo, è un’arma sociale della borghesia.

Costruire i passaggi attraverso la chiarezza, la chiarezza attraverso la verità.

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sezione: Critica dell’economia politica

Posted by mlmitalia su 2009/06/25

La nostra analisi della crisi generale da sovrapproduzione assoluta di capitale è datata oramai da un quarto di secolo all’interno di una profonda lotta ideologica, per molti versi confusa e contraddittoria, che si è svolta nel periodo di passaggio storico, nel quale siamo ancora, tra la fase delle avanguardie e la fase delle masse organizzate grazie alla direzione di un autentico PC.

La critica dell’economia politica, che è a fondamento di una corretta analisi scientifica marxista della crisi in ogni epoca e fase storica, non va perduta passando a tecnicismi e specialismi buoni per ingannare e insterilire le tensioni dei giovani intellettuali rivoluzionari, ma va ripresa da chi l’ha dovuta in qualche modo trascurare per forza maggiore e da chi non la conosce ancora, come fondamento teorico ed ideologico. Nulla a che spartire con quelli che dicono “occorre ripartire da Marx”, quelli sono frittata, gentaglia che intende dire che un tempo erano partiti da Marx e poi sono approdati alle teorie borghesi ed adesso vorrebbero ritornare a Marx, hanno già fatto il loro tempo.

La produzione teorica e il dibattito politico in questo senso devono sempre avere chiaro che Marx ed Engels del XIX secolo, nel XX e XXI secolo (e dopo),  avrebbero voluto, potendo, vivere nelle rivoluzioni marxiste-leniniste-maoiste proletarie, e non alla Oxford University.

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